La città

San Nicandro

Stemma di TussioDa una propaggine ad ovest sull'altopiano di Navelli si affaccia sulla Conca Aquilana e sulla Valle Subequana con una incantevole veduta.

San Nicandro è frazione del Comune di Prata D'Ansidonia.
Pur essendo ignota l'epoca della sua edificazione, risulta certa la derivazione da uno dei "vici" e "villae" sorti dopo le rovine di Peltuinum: sono a testimoniarlo numerosi frammenti di iscrizioni romane.

Dal "Chronicon Vulturnense" apprendiamo che nell'anno 998 risultano allivellate anche le terre nella curtis di San Nicandro da parte del monastero di S. Venanzio al Volturno. E nell'anno 1264 una Breve del Papa Urbano IV annovera "Ecclesiam S. Nicandri et Ecclesiam S. Mariae de Leporanice" fra i possedimenti del monastero benedettino di Bominaco nella diocesi Valvense. Questa ultima data segue anche la configurazione del nuovo status nelle "villa S.Nicandri" e il suo dominio su tutta la curtis circostante denominata "Leporanice".
Con la dominazione Normanna (sec. XII - XIII), insieme alle altre "villae" della zona, conquista una propria autonomia costituendosi in "castra".
Il Castrum Leporanicae concorse a fondare la città di L'Aquila, possedendo un proprio "locale intus" nel quarto di S. Maria. E' menzionato da G. Pico Fondiculano anche nella guerra di Braccio da Montone. Con la dominazione spagnola, il nostro Castello, come altri del contado, fù costituito in feudo ed assegnato a capitani - governatori spagnoli o ai baroni ad essi fedeli. Verso il 1600 il feudo di San Nicandro fu aquistato al costo di circa 2000 ducati dal Barone Ottaviano Maldenti di Forli, la cui famiglia restò proprietaria di San Nicandro fin quasi tutto al XVII secolo, fino a quando divenne feudo dei Baroni Cappa, Patrizia Aquilani che, tutt'oggi, possiedono il maestoso palazzo.

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