E' situato sul colle denominato "Croco",
circondato da monti ricchi di rigogliosa vegetazione che formano
un anfiteatro naturale che lo ripara dalle freddi correnti
di nord-est. Sovrastato dalla Chiesa parrocchiale e dal suo
campanile realizzato sopraelevando la torre dell'antico castello
da cui si dipanano i vicoli, con la sua scalinata di tetti
aggrappata intorno al colle e con le sue case come chicchi
di una spiga mostra ancora intatto il suo impianto urbanistico
medievale che non ha subito gravi manomissioni.
Osservato da nord è sovrastato da Collemaggiore che
supera di poco i m 1.000 di altezza e sulla cui sommità
è identificabile ancora una cinta muraria riferibile
ad un antico oppidum vestino nel periodo italico.
Ebbe origini qual'è ora nell'alto Medio Evo, ma il
luogo fu certamente abitato già nel tardo bronzo ed
in epoca italica e romana come testimoniano i numerosi ritrovamenti.
La prima menzione di Tussio risale all'816
(Chron Vult., I, p. 230). La Chiesa più antica, denominata
"Madonna in Gloria" conservava un magnifico stemma
in pietra lavorata con scolpite queste parole: SACROSANTA
LATERANENSIS ECCLA D.F.N.R. a testimonianza di un beneficio
costituito nel 1190 sotto il Patronato della Basilica di S.
Giovanni in Laterano. L'attuale Parrocchiale conserva dipinti
di notevole interesse e lavicina cappella della Confraternita
di S. Giuseppe banchi intagliati in noce della prima metà
dell'ottocento ed un coro, anch'esso ligneo, finemente intagliato
della seconda metà dello stesso secolo.
Concorse alla fondazione dell'Aquila ed entrò a far
parte del quartiere di S. Maria di Paganica.
L'economia nei secoli scorsi fu prevalentemente agricola potendo
contare su terreni di buona fertilità e, soprattutto
sulla coltura dello zafferano, al contrario, la pastorizia
fu limitata dall'esiguità dei pascoli disponibili e,
pertanto, non si ebbero mai grandi armenti l'allevamento si
limitò ad un esiguo numero di capi sufficienti appena
a sopperire ai fabbisogni locali. Non secondaria fu la produzione
di uva da vino che copriva i fabbisogni familiari e l'eccedenza
veniva commercializzata finchè l'avvento della filossera
non distrusse i vecchi impianti di vitigno autoctono.
La tipologia edilizia risulta di discreto pregio e riprova
la prosperità del centro con la presenza di numerosi
palazzi di buon pregio architettonico risalenti al periodo
che va dal XV sec. all'inizio del XX.
Un forte processo di emigrazione che ebbe inizio
nella seconda metà dell'800 e si è accentuato
maggiormente nel corso di tutto il novecento ha inizialmente
favorito il miglioramento delle condizioni di vita del paese,
ma quando questo flusso, a partire dal secondo dopoguerra,
ha assunto dimensioni rilevantissime ed innarrestabile ha
portato ad un progressivo decadimento, sia sul piano umano
ove l'età media della popolazione rimasta si aggira
sui 65-70 anni ed attualmente non supera i cento abitanti,
sia sul piano delle attività economiche ormai modestissime.

|