Il sito di
Peltuinum, il cui territorio è oggi compreso nei comuni di
Prata d'Ansidonia e San Pio delle Camere, è inserito in un
paesaggio unitario: la lunga vallata di Popoli mantiene quasi
intatti i sistemi di comunicazione antichi (compreso l'asse
tratturale) con tutti gli originari collegamenti tra castelli,
borghi e pievi; è incorniciato a nord dal massiccio del Gran
Sasso e a sud dal gruppo montuoso Sirente-Velino, vicino ai
quattro grandi Parchi.
La collocazione territoriale, esaltata dalla consistenza monumentale,
focalizza l'attenzione, trasferendo il suo antico ruolo di
punto commerciale nella rete viaria della transumanza in un
nuovo ruolo di polo turistico che unisce l'interesse archeologico
a quello ambientale nella stessa centralità topografica che
aveva fatto la sua fortuna nell'età antica.
Peltuinum è infatti facilmente raggiungibile da Roma, L'Aquila,
Chieti, Pescara, ben servita da strade veloci (autostrada
A24 e Provinciale 17). vicina ai grandi Parchi d'Abruzzo,
equidistante dai mari.
La storia della città
La città di Peltuinum, fondata fra il I secolo a.C. ed il
I secolo d.C. nel territorio abitato dal popolo dei Vestini,
si estende su un pianoro sopraelevato rispetto all'Altopiano
di Navelli emergente tra la valle dell'Aterno e quella del
Tirino, naturali vie di attraversamento dell'Appennino Abruzzese.
La città aveva un ruolo, sia politico che economico, strategico
nel controllo dei traffici commerciali legati ai percorsi
della transumanza; anche in tempi più vicini a noi il pianoro
era attraversato in senso E-O dal Regio Tratturo Borbonico,
le cui strutture doganali si sono insediate sul
sistema di ingresso della città romana.
La vita della città termina intorno al IV secolo, forse a
causa di un terremoto più forte di quelli che si verificavano
di frequente. Alla fase di abbandono segue poi un'intensa
attività di spoliazione del materiale edilizio, come confermano
i numerosi frammenti di decorazioni architettoniche, capitelli,
colonne, grandi blocchi calcarei, sicuramente provenienti
dagli edifici della città romana, riutilizzati nelle chiese
e nei castelli medievali della vallata (in particolare nelle
chiese di San Paolo a Peltuinum, Prata d'Ansidonia, Bominaco).
Le ricerche tra passato e futuro
Le prime campagne di scavo nella città furono condotte tra
il 1983 e il 1985, in collaborazione fra la cattedra di Topografia
dell'Italia antica dell'Università "La Sapienza" di Roma,
la Soprintendenza archeologica d'Abruzzo, la Comunità Montana
e gli Enti locali. La presenza di strutture emergenti dal
livello del terreno nell'area centro-meridionale del pianoro,
ha fatto sì che fosse data particolare attenzione a quello
che poi si è rivelato essere un imponente complesso teatro-tempio,
che riprende modelli architettonici e urbanistici tipici della
Roma augustea.
Gli scavi misero in luce il tempio con il portico a tre bracci
che lo circondava, e parte del teatro. Tra il 1986 e il 1996,
la Soprintendenza ha quindi realizzato lavori volti al consolidamento
e alla valorizzazione delle strutture note. Durante questo
periodo si svolsero altre campagne di scavo che misero in
evidenza il settore meridionale del teatro, su cui insisteva
un piccolo apprestamento fortificato, interessante testimonianza
della storia della Peltuinum medievale.
Tra il 2000 e il 2002 le campagne di scavo si sono concentrate
nell'area del teatro, portando in luce: parte delle gradinate
per gli spettatori e del sistema di smaltimento delle acque
meteoriche, le fondazioni della metà settentrionale dell'edificio
scenico, la camera di manovra del sipario, il portico che
chiudeva il complesso teatrale offrendo agli spettatori riparo
dalla pioggia e dal sole in occasione delle rappresentazioni.
L'impegno degli anni trascorsi, oltre all'acquisizione di
importanti dati scientifici, ha consentito di evidenziare
le articolazioni architettoniche del complesso monumentale.
In prospettiva, come già accennato, c'è anche il recupero
al complesso teatrale del castello medievale che, sfruttando
ne le poderose strutture, sorse sull'antico ingresso meridionale
e ne conserva all'interno resti importanti. Non è da dimenticare
che, accanto al risultato più evidente delle campagne di scavo,
costituito dalla riacquistata emergenza monumentale, esiste
tutta una serie di materiali di differenti caratteristiche
che costituisce già il nucleo iniziale per un antiquarium
dell'antica Peltuinum.
Alcune fasi dello scavo
Visualizza
la galleria >>
Scopri alcuni dei reperti ritovati
Visualizza
la galleria >>

|